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Una storia gloriosa e tormentata che ha cambiato la musica. Caustico e controcorrente ha appena polemizzato (anche) con Elon Musk
Di certo li festeggerà alla sua maniera, senza troppe celebrazioni, figurarsi lui è Neil Young, soprannominato "The loner", il solitario. Però, accidenti, ha ottant'anni, è nato il 12 novembre 1945 a Toronto, e la ricorrenza non sarà simbolica per lui ma lo è per chiunque in quest'ultimo mezzo secolo sia stato sfiorato, toccato, affascinato, commosso dalla sua musica. Neil Young è la rockstar meno rockstar di tutte, ossia la più libera, quella senza compromessi e quindi oggi, nell'epoca del conformismo musicale, è tuttora la più giovane, quella che comunque domani potrebbe pubblicare un altro disco che spariglia le carte, che non ti aspetti, che potrebbe persino diventare virale su TikTok perché su TikTok non importa quanto sei vecchio ma che cosa dici e a chi arrivi.
Insomma, nessuno avrebbe detto che Neil Percival Young, figlio di un giornalista sportivo e di una mamma francese, sarebbe arrivato a compierne così tanti, di anni, visto la vita tempestosa e pedinata dalla sfortuna. Il diabete e la poliomielite da bambino (zoppica ancora un po'). Le dipendenze. Tre figli malati di quelle malattie che non perdonano, la paralisi cerebrale e l'epilessia.






