L’incipit del libro osserva che la canzone Azzurro, resa celebre da Adriano Celentano, è bellissima, nessun dubbio su questo, «un successo internazionale, per generazioni. Ma non dice la verità. All’oratorio non si era mai soli. E non ci si annoiava affatto». Comincia così Oratorio Italia. Viaggio nel Paese del bene di Alessia Ardesi (Rubettino), un volume che racconta un mondo di cui quasi nessuno parla. Eppure, «per milioni di italiani è stato il luogo di iniziazione alla vita, alla socialità, e anche alla politica» dice l’autrice, e questo è vero non solo per i politici democristiani del tempo che fu, ma un po’ per tutti, anche a sinistra, e a sinistra della sinistra, almeno fino a generazioni vicine a quella attuale.
Oggi si può avere la falsa impressione che gli oratori siano in declino, eppure ce ne sono ancora attivi migliaia. «Ogni giorno – osserva Ardesi – in tutta Italia, migliaia di sacerdoti, di suore, di volontari si occupano degli altri», fra cui una folla di ragazzi e di ragazze, per ogni tipo di attività: un po’ di catechismo, ma anche gioco, sport, doposcuola, e soprattutto imparare a vivere in mezzo agli altri. E fin dall’Introduzione l’autrice tiene a ricordare che «per un sacerdote che commette il male – e quando succede “meglio sarebbe che gli venisse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato ne profondo del mare” (Matteo 18,6) – ce ne sono mille che in silenzio compiono il bene. Il libro è dedicato a questo esercito invisibile».







