Modelli di sviluppoLa crescita di Malfa ha seguito le dinamiche della cultura dell’impresa e del mercato: ospitalità di qualità, servizi, ristorazione di livellodi Antonio Calabrò21 agosto 20254' di lettura4' di lettura«La storia siamo noi, questo chicco di grano», canta Francesco De Gregori. Una storia aperta, plurale, densa di diversità e sintesi. Le sue parole, poesia in musica, tornano in mente durante un evento carico d’un forte valore simbolico: il funerale del sindaco di un piccolo comune su un’isola. Anzi, più esattamente, di una sindaca, Clara Rametta, prima cittadina di Malfa, a Salina, nelle Eolie. Donna volitiva e intraprendente, si diceva di lei. Con una rara capacità di tenere insieme mondi diversi: la pubblica amministrazione e l’impresa, la politica e l’iniziativa privata, le radici locali e lo sguardo aperto, tutt’altro che provinciale, ai mercati del mondo.Sindaca al secondo mandato (dopo una lunga stagione d’assessore al turismo e alla cultura), prima che la malattia ne stroncasse la vita, proprio a Ferragosto. E imprenditrice, guida dal 1988, insieme al marito Michele Caruso, di un hotel de charme il cui nome, Signum, è simbolo e sigillo di un progetto più generale: legare turismo e qualità della vita, seguendo i valori della cultura, con un’idea molto meridiana, mediterranea su ospitalità, bellezza, creatività artistica e sulle loro tante possibili rappresentazioni.Rivalità strapaesaneMalfa è un borgo, appena mille abitanti, uno dei tre comuni in cui è divisa amministrativamente l’isola (gli altri, più o meno equivalenti per popolazione, sono Santa Marina e Leni). Bizzarrie isolane, tutte le altre Eolie (Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi e Alicudi) sono invece parte del comune di Lipari. E proprio a Malfa la consuetudine alle rivalità strapaesane ha trovato una parziale composizione nella scelta di servizi comuni (per il trasporto locale e altre attività) e nell’ambizione di diventare un’isola green: energia sostenibile, tutela dell’ambiente, attività sociali favorevoli all’integrazione (parecchie, le presenze di lavoratori e lavoratrici extracomunitari per l’edilizia e le attività agroindustriali). Proprio Clara Rametta, da pubblica amministratrice e imprenditrice, ne è stata motore principale.Che indicazione trarne, al di là delle storie eoliane (Il Sole24Ore ne ha scritto in un racconto d’estate del 2 settembre 2024, sulla “Domenica”), per la vita di borghi e paesi, per dare un’originale dimensione di relazione e sviluppo a luoghi altrimenti destinati alla marginalità?Buon governo e culturaIl ragionamento può seguire un filo logico segnato da poche parole: imprenditorialità, buon governo e, appunto, cultura.