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11 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 20:06
Cassa integrazione per 5.700 lavoratori dell’ex Ilva di Taranto, da subito, e il numero salirà ulteriormente da gennaio per arrivare a 6.000. È quanto ha esposto ai sindacati, secondo quanto si apprende, il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nel corso del vertice alla presidenza del Consiglio fra governo e organizzazioni sindacali. Al momento sono 4.450 i lavoratori in cig. Numero che, pertanto, passerà dal 15 novembre a fine dicembre a 5.700 unità a causa – si apprende – del fermo delle cokerie che sarebbe finalizzato alla de-carbonizzazione dell’impianto. Poi, da gennaio, il numero crescerà a 6mila. Attualmente, secondo quanto riferiscono i sindacati, l’organico effettivo dello stabilimento Taranto è di 7.938 unità: di cui 5.371 operai,1.704 quadri e 863 equiparati.
Sul tavolo del confronto sindacati-governo sull’ex Ilva ci sarebbe pertanto la cig prolungata e allargata. Dopo questo annuncio la riunione è stata sospesa su richiesta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano che presiede il vertice. Mantovano, trapela, ha spiegato che da mercoledì a partire dalle 9 è necessario un approfondimento tra governo, tecnici e commissari per meglio analizzare le questioni presentate al tavolo. A Palazzo Chigiper l’esecutivo erano presenti – oltre a Urso – il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, il ministro dell’Ambiente, oltre a Stefano Caldoro, consigliere della premier Giorgia Meloni per i rapporti con le parti sociali. Oltre ai rappresentati di Fiom Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl metalmeccanici, Usb e Federmanager, hanno partecipato anche i rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e i commissari straordinari del Gruppo Ilva.











