Si profilano altri 12 mesi di cassa integrazione straordinaria nel gruppo Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva. In vista della scadenza a fine mese dell’attuale cassa, l’azienda ne ha chiesto la proroga dall’1 marzo per lo stesso numero massimo, ovvero 4.450 dipendenti nel gruppo, di cui 3.803 di Taranto, 280 a Genova, 170 a Novi Ligure, più numeri minori negli altri siti. Attualmente i dipendenti AdI sono 9.702.
La cassa per 4.450 in corso è quella sulla quale a settembre non c’è stato accordo tra azienda e sindacati a differenza delle volte precedenti. Per i sindacati, non essendo cambiato lo scenario produttivo e continuando la fabbrica ad andare con un solo altoforno, il 4, andavano mantenuti i precedenti numeri di cassa senza incrementarli. I numeri a cui si riferivano le sigle erano quelli dell’accordo di marzo 2025 per 3.062 dipendenti in cassa di cui 2.680 a Taranto. Mentre a 4.450 si è approdati con la modifica di una precedente richiesta aziendale, mai discussa, per 4.050 addetti.
La trattativa tra il fondo Flacks e i commissari
La richiesta di rinnovo della cassa coincide con una fase particolarmente delicata per AdI e per il complesso di Taranto in particolare. È infatti in corso la trattativa tra i commissari delle due amministrazioni straordinarie, Ilva e Acciaierie d’Italia, rispettivamente proprietà e gestore degli impianti, con il fondo americano Flacks Group, candidatosi a rilevare l’intero gruppo. L’offerta di Flacks é stata ritenuta migliore dagli stessi commissari e dai comitati di sorveglianza delle due amministrazioni straordinarie rispetto a quella del concorrente Bedrock, altro fondo americano che puntava a prendere tutto il gruppo. E nei giorni scorsi il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha comunicato di aver formalmente autorizzato i commissari a «dar corso alla negoziazione in vista della cessione del complesso siderurgico a Flacks Group LLC». In questa comunicazione del Mimit la novità, più che l’autorizzazione formale a negoziare con Flacks, è il riferimento al «consolidamento di possibili partenariati industriali» e alle «consultazioni sindacali».






