ABelgrado il movimento di protesta degli studenti, unitamente a gruppi di cittadini loro sostenitori, ha organizzato oggi una manifestazione per contestare il progetto del governo che prevede la demolizione nel centro della capitale dei resti in macerie dell'edificio del vecchio Stato Maggiore jugoslavo, distrutto dai bombardamenti Nato della primavera 1999, e la realizzazione al suo posto di un lussuoso complesso con hotel e residence ad opera della compagnia di proprietà di Jared Kushner, genero del presidente Usa Donald Trump.
I manifestanti - preceduti da un enorme striscione con la scritta 'Non cederemo lo Stato Maggiore' - hanno formato una catena umana intorno all'edificio in rovina, situato lungo Kneza Milosa, una delle principali arterie del centro della capitale, a pochi metri dalle sedi del governo e dei ministeri degli esteri e della difesa.
Hanno poi disegnato sull'asfalto una linea rossa, invitando a non superarla da parte di chi vuole far scomparire i resti del vecchio Stato Maggiore.
Il 7 novembre scorso il parlamento serbo ha adottato una cosiddetta 'legge speciale' che consente di procedere con il progetto di demolizione dell'edificio in rovina, al quale nei mesi scorsi - con la firma del contratto con la società di Jared Kushmer - era stato revocato lo status di 'bene culturale protetto'. Contro il progetto di 'riqualificazione e risistemazione' dell'intera area è schierata larga parte degli abitanti di Belgrado, che contestano la tendenza crescente delle autorità a eliminare e disfarsi di edifici storici e strutture simbolo a scopi puramente commerciali e di business. I manifestanti, al termine della protesta davanti al vecchio Stato Maggiore, hanno poi raggiunto in corteo la spianata antistante il parlamento per esprimere solidarietà a Dijana Hrka, la madre di un giovane morto nel crollo di un anno fa alla stazione di Novi Sad, che da dieci giorni attua uno sciopero della fame per chiedere giustizia e la punizione dei responsabili di tale sciagura.








