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Una storia che ci riconcilia con lo sport dei sentimenti scomparsi

La scena di un portiere che, prima dell’incontro decisivo per lo scudetto, spala la neve davanti alla sua porta (quella del campo di gioco, non della sua abitazione) è una scena che sembra uscire da una favola.

Nel football professionistico di oggi (ma pure in quello di ieri) non c’è spazio per le fiabe. I giocatori spalatori sono personaggi epici che bazzicano solo le “Cialtron League” dei campetti di periferie dove ancora vanno in scena le sfide tra scapoli (sempre di più) e ammogliati (sempre di meno). Eppure, qualche volta, il miracolo, può avvenire anche nel calcio “che conta” (beh, fino a un certo punto…).