PORDENONE - Smargiassi e violenti. Nonostante la zona della stazione ferroviaria anche sabato sera fosse controllata dalle forze dell’ordine, i “maranza” nostrani sono riusciti a rapinare due adolescenti. Una delle vittime è di Pordenone, ha quindici anni ed è stata costretta a consegnare felpa e cintura dopo essere stata inseguita da via Mazzini fino in via De Paoli. L’altra abita a Brugnera, è un sedicenne che è stato costretto a tornare a casa scalzo. Anche lui era nella zona della stazione. Oltre al telefono, lo hanno costretto a togliersi le scarpe da ginnastica, probabilmente convinti che fossero di marca. Ma non era così. Su entrambi gli episodi stanno indagando i carabinieri dell’aliquota operativa del Radiomobile di Pordenone.

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Le due rapine sarebbero riconducibili allo stesso gruppo. Un gruppo chiassoso, una sorta di comitiva che nelle ultime settimane si è distinta in autostazione, dove la scorsa settimana sono scoppiate due risse. Si tratta di figli di immigrati, ragazzi nati in Italia che si riconoscono dal modo di vestire (pantaloni della tuta da ginnastica prevalentemente acetati, felpe o casacche di calciatori famosi, giubbotti di marca) e dal taglio di capelli, che portano rasati ai lati e alla nuca, con un cesto di riccioli scuri che ricadono sulla fronte. Sono soprattutto di origine nordafricana o di colore, parlano bene la lingua italiana, ma tra loro è facile sentirli parlare in arabo.