Roma, 11 nov. (askanews) – Nel contesto lavorativo, alcuni atteggiamenti e comportamenti che nella vita quotidiana possono risultare fastidiosi o ferire, diventano ancora più dannosi, rischiando di compromettere non solo il clima aziendale, ma anche il benessere psicologico dei dipendenti. Non a caso, 9 lavoratori italiani su 10 (92%) dichiarano di essere influenzati da comportamenti negativi da parte di colleghi o superiori. Tra i fattori che pesano maggiormente sull’andamento e sulla qualità della giornata lavorativa emergono il gossip e i giudizi “alle spalle” (34%), seguiti da non costruttive (28%) e da “scherzi” o ironie che celano attacchi personali (26%).
In occasione della Giornata Mondiale della Gentilezza che ricorre il 13 novembre, spiega una nota, Babbel for Business, presenta i risultati di una ricerca condotta in collaborazione con l’istituto Censuswide. L’indagine mette in luce i comportamenti, come ad esempio il phubbing (termine che deriva dall’unione delle parole inglesi “phone”, telefono e “snubbing”, snobbare), che rischiano di generare negatività sul posto di lavoro ed evidenzia l’importanza della gentilezza come una “soft skill” essenziale per creare un ambiente positivo e produttivo.






