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Il ministro sulle trame ai vertici delle toghe. L'Anm: "No ad attacchi". Riforma al rush finale al Senato
Ci sono pagine buie della giustizia degli ultimi anni che secondo il ministro Carlo Nordio non sono state chiarite. Lo scandalo Luca Palamara, che aveva portato l'allora magistrato alla radiazione, terremotato il Csm e svelato le trame dietro le nomine negli uffici giudiziari, comprese tutte le persone che bussavano alla porta dell'ex toga, ha lasciato più ombre che luci: «Ma crediamo veramente che il caso Palamara si debba ridurre alle dimissioni più o meno forzate di quattro colleghi dal Csm, e a lui, che addirittura è stato radiato, o non vogliamo pensare che dietro ci fosse molto ma molto di più che è stato insabbiato?», dice a Milano Marittima, al convegno di Magistratura indipendente, moderato da Nicola Porro e da Virginia Piccolillo, con il presidente dell'Anm Cesare Parodi e l'ex presidente della Camera Luciano Violante. E ripete: «Possiamo anche credere all'asinello che vola, ma non credere che lo scandalo Palamara si sia limitato a quei quattro poveretti che si sono dimessi».






