La pressione alta, definita anche “il killer silenzioso" colpisce in Italia un italiano su tre e spesso chi soffre di ipertensione tende a non senza saperlo. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità il 31% degli italiani hanno l'ipertensione, e quasi uno su cinque il 17% ha valori definiti al limite. Abbiamo parlato di “killer silenzioso“ poiché spesso la pressione alta non dà segni finché non è in un stadio avanzato ed è un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari, malattie renali croniche e decadimento cognitivo. La buona notizia è che in molti casi può essere prevenuta o controllata semplicemente correggendo alcune cattive abitudini.
"I valori ottimali della pressione sono 120 per la massima e 80 mmHg per la minima - spiega Cristina Giannattasio, direttrice della Cardiologia 4 - Diagnostica e Riabilitativa dell’Ospedale Niguarda di Milano - si parla di ipertensione quando i valori, misurati nello studio del medico, superano stabilmente 140/90 mmHg, mentre valori tra 130-139 per la massima e 85-89 per la minima indicano una condizione ai limiti o di pre-ipertensione”. Controllarsi periodicamente è fondamentale, anche in assenza di sintomi, perché spesso la pressione alta non dà segnali fino a quando non provoca danni. E' inutile però farlo tutti i giorni, a meno che il medico non decida diversamente: anzi, di norma è sufficiente controllarla una volta alla settimana, preferibilmente sempre alla stessa ora e nelle stesse condizioni (in un luogo tranquillo, dopo almeno 5 minuti di attesa seduti), e tenere traccia dei valori nel tempo. Un buon suggerimento, se la misuriamo a casa, è quello di ripetere la misura 2-3 volte, dato che la manovra in sé tende ad aumentare leggermente i risultati. Misurarla ai cambi di stagione, invece, consente di identificare eventuali cambiamenti e di segnalarli al medico curante.








