PADOVA - L’umanità dietro la divisa ha anche gli occhi neri di Meedhi, 23 anni, agente di polizia in servizio al Reparto Mobile di Padova. Il suo non è l’esempio di un’integrazione riuscita e fortunata quanto la prova, tangibile, di una normalità vissuta in prima persona da italiano. Nato a Mantova da genitori bengalesi, Meedhi (all’anagrafe Mehdihasan Noor) dopo il diploma in Ragioneria, percorso linguistico, con il voto di 95, ha scelto la Polizia di Stato sostenendo il concorso civile e giurando poi lo scorso dicembre.

Fra le sue scelte una delle più coraggiose, ovvero quella di essere assegnato al Reparto Mobile «perché - spiega - ti permette di entrare a contatto con tante realtà, tante dinamiche». È lui uno dei protagonisti del nuovo calendario 2026 presentato ieri pomeriggio nella suggestiva e unica cornice romana delle Terme di Diocleziano, alla presenza del capo della Polizia Vittorio Pisani e del ministro dell’Interno Matteo Piantendosi. Di fronte a un parterre gremito di personalità istituzionali ma anche di diversi attori e attrici, è stato raccontato il nuovo lavoro che quest’anno porta la firma di due fotografi di successo, Settimio Benedusi e Guido Stazzoni.

“La persona dietro la divisa” è il claim scelto per quest’edizione del calendario, un progetto articolato nei canonici dodici mesi che raccontano le diverse articolazioni della Polizia di Stato unendo a delle immagini di gruppo molto dinamiche il dettaglio di un ritratto in bianco e nero, di uno uomo o di una donna, che fanno parte di quel gruppo.