Ogni giorno, nel 2024, in Italia sono state consumate 1.895 dosi di medicinali ogni 1000 abitanti. Significa che mediamente ogni persona, compresi i bambini, ha preso quasi due dosi di farmaco ogni 24 ore. Naturalmente, essendo una media, c’è chi non si affida quasi mai ai medicinali, ma c’è chi è costretto a prenderne molti ogni giorno. E c’è anche chi, sbagliando, ne abusa. Gli anziani, poi, hanno assunto mediamente 3,4 dosi al giorno e un terzo di loro arriva a 10 principi attivi differenti. Il 70,8 per cento dei farmaci è stato erogato a carico del Servizio sanitario nazionale e il restante è stato acquistato privatamente.
Ma il dato che colpisce maggiormente interessa l’uso degli psicofarmaci tra i minori: «Dal 2016 al 2024 sono più che raddoppiati sia la prevalenza d’uso che i consumi di psicofarmaci. Sebbene si mantengano ancora su livelli bassi, si è passati da 20,6 confezioni per 1000 bambini (prevalenza pari allo 0,26 per cento) nel 2016 a 59,3 confezioni per 1000 bambini (prevalenza dello 0,57 per cento) nel 2024. Si tratta soprattutto di antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l’Adhd (disturbo da deficit di attenzione e iperattività)». È un passaggio del Rapporto OsMed 2024 sull’uso dei medicinali diffuso ieri dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) che non può passare inosservato. «Il ricorso agli psicofarmaci - spiega ancora l'Aifa - presenta un andamento crescente per età, raggiungendo il massimo nella fascia 12-17 anni, nella quale si registra un consumo di 129,1 confezioni per 1000 e una prevalenza dell’1,17 per cento. Un trend in crescita, in linea con i risultati di altri studi epidemiologici internazionali». Va detto che in Italia il dato è inferiore a quello di altri Paesi. La causa va ricondotta al lungo periodo di limitazioni sopportate durante la pandemia. Commentano i presidenti della Società italiana di psichiatria (Sip), Antonio Vita e Guido Di Sciascio: «Quel dato non ci sorprende perché è parallelo all'incremento della prevalenza dei disturbi mentali nei giovanissimi, che stiamo rilevando in questi ultimi anni. Bisogna però evitare l’uso di psicofarmaci fai-da-te».








