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10 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:29
È sopravvissuta a tre terremoti, a restauri invasivi e a quasi vent’anni di abbandono. Non al Pnrr. La Torre dei Conti, nel cuore di Roma, ha ceduto durante i lavori di restauro: gli stessi fondi che avrebbero dovuto salvarla, “valorizzarla”, l’hanno, paradossalmente, sventrata.
Un crollo che provoca una vertigine collettiva: vacilla l’idea stessa di civiltà. Non è solo la perdita di un patrimonio storico, ma la frattura di un ordine simbolico che lega spazio, tempo e memoria. Ogni cedimento è un fallimento collettivo: di cura e responsabilità. Roma vive sul sottile equilibrio tra ciò che resta e ciò che si rigenera. Il cedimento odierno rivela non solo una fragilità strutturale, ma anche culturale: quella di un Paese che ha sostituito la manutenzione con la retorica della memoria.









