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Ultimo aggiornamento: 14:36

Vi ricordate di quella vignetta ispirata al film di Al Gore, “Una Scomoda Verità?”. Faceva vedere un gran numero di persone che si affollavano intorno a un chiosco che vendeva “Bugie Rassicuranti” mentre nessuno comprava dal chiosco vicino che aveva scritto “Verità Scomode” sull’insegna.

E’ più o meno quello che sta succedendo oggi con il cambiamento climatico. Di fronte a una realtà che si sta facendo sempre più minacciosa e preoccupante, si cerca di ignorarla, negarla, o inventarsi scappatoie. L’ultima uscita in questo senso è stata quella di Bill Gates con le sue “Tre verità scomode sul clima,” comparso pochi giorni prima dell’inizio della COP30 in Brasile e che sta facendo molto discutere.

Gates non dice che il cambiamento climatico non esiste e neppure che non si deve fare niente in proposito. E’, piuttosto, un invito a un approccio più realistico dopo decenni di fallimenti nel tentativo di fermare il riscaldamento mediante riduzioni delle emissioni. Il problema è che in politica non esistono sfumature: tutto è bianco o nero, o giusto o sbagliato. Così il documento di Gates è stato salutato dagli scettici climatici come una specie di ritorno del figliol prodigo, incluso Donald Trump che ufficialmente ha ringraziato Gates per aver “ammesso di essersi sbagliato”. Da noi, la destra c’è andata a nozze con i soliti insulti e accidenti agli estremisti verdi e ai “gretini”.