Firenze, 10 nov. (askanews) – Le Gallerie degli Uffizi hanno acquisito Il mendicante moro di Giacomo Ceruti (1698-1767), dipinto a olio su tela databile tra il 1725 e il 1730. L’opera, alta 117,5 cm per 93,5 cm, arricchisce la raccolta del museo colmando una presenza finora limitata del pittore, di cui gli Uffizi conservavano solo il Ragazzo con cesta di pesci e granseole, eseguito circa un decennio più tardi.
Il quadro raffigura un uomo in abiti logori, colto nell’atto di chiedere elemosina. Ceruti ne restituisce tuttavia una rappresentazione improntata alla stessa attenzione riservata ai soggetti della ritrattistica nobile coeva: l’espressione e la fisionomia sono indagate con forte verismo, mentre lo sguardo – elemento centrale della composizione – concentra l’impatto emotivo del dipinto in un insieme di stanchezza, sofferenza e presenza viva. La resa psicologica distanzia l’opera dalle immagini stereotipate dei cosiddetti “mori” diffusi nelle arti decorative del XVIII secolo, spesso legati a un repertorio esotizzante e servile.
Ceruti, attivo nell’Italia settentrionale, è noto per aver dedicato una parte significativa della sua produzione alla rappresentazione di mendicanti e lavoratori poveri, ritratti come individui dotati di dignità e non come figure marginali o caricaturali. La sua pittura è considerata un passaggio fondamentale nella definizione di uno sguardo moderno sulle classi popolari.







