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Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale ha detto che gli ospedali emiliani e romagnoli sono sotto pressione a causa dei tanti, troppi pazienti che arrivano da altre regioni per farsi curare: «In questo momento il problema principale dell’Emilia-Romagna è il nostro storico motivo di orgoglio, e cioè l’enorme pressione di persone da fuori regione che si vengono a curare qui, intasando il sistema».

L’Emilia-Romagna insieme alla Lombardia e il Veneto è tra le regioni che accolgono più pazienti da altre regioni. Tecnicamente viene chiamata mobilità sanitaria. È un problema storico, sintomo di un Servizio sanitario nazionale squilibrato, che non garantisce ovunque lo stesso livello di qualità.

La mobilità sanitaria si distingue in mobilità attiva, cioè la capacità delle strutture sanitarie di una regione di attrarre pazienti da altre regioni, e passiva, cioè la necessità di molti pazienti di spostarsi fuori regione a causa della mancanza di strutture specializzate, per via di inefficienze e tempi di attesa elevati. La differenza tra mobilità attiva e passiva mostra la capacità di una determinata regione di attrarre pazienti, ed è considerata quindi un indicatore della qualità del servizio sanitario offerto.