Roma, 10 nov. (askanews) – “Mentre le imprese agricole italiane continuano a investire in innovazione per garantire competitività e sostenibilità, si abbatte una vera e propria tempesta normativa e finanziaria che rischia di paralizzare ogni prospettiva di sviluppo”. A lanciare l’allarme è Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, che chiede con urgenza al Governo interventi correttivi nella Legge di Bilancio 2026.
Il disegno di legge attualmente all’esame del Parlamento non rifinanzia infatti il credito d’imposta ZES Sud Agricoltura, che negli anni scorsi ha garantito 50 milioni di euro a sostegno degli investimenti al Sud, né prevede la prosecuzione del Fondo Innovazione, che ha erogato 222 milioni in due anni a favore del settore agricolo.
Ma è soprattutto l’articolo 26 della manovra a preoccupare Federacma. La norma, pensata per contrastare le indebite compensazioni di crediti d’imposta, introduce il divieto di utilizzo in compensazione con i versamenti previdenziali e i premi INAIL. Una misura che rischia di penalizzare in particolare le imprese agricole, caratterizzate da una struttura fiscale semplificata e da limitate possibilità di compensazione. “Così facendo si azzera di fatto la possibilità per tante aziende agricole di usufruire del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali – spiega Andrea Borio, presidente di Federacma – Parliamo di imprese che non possono godere degli ammortamenti maggiorati previsti per altri comparti e che oggi si ritrovano con uno strumento inaccessibile. È una contraddizione inaccettabile: chi vuole investire in agricoltura non viene sostenuto, ma ostacolato”.








