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10 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 11:06

La procura generale chiede la rimessa in libertà vigilata per Nicolas Sarkozy. L’ex presidente francese è attualmente detenuto nel penitenziario La Santé di Parigi per il caso dei presunti finanziamenti libici alla sua campagna elettorale del 2007. Nella richiesta viene indicato il divieto di qualsiasi forma di contatto con gli altri imputati e testimoni nel dossier libico. Nell’udienza in Corte d’Appello a Parigi erano presenti in aula la moglie Carla Bruni, il figlio di Sarkozy, Jean, e la sua compagna.

“Vorrei che foste convinti di una cosa: non ho mai avuto la folle idea di chiedere a Gheddafi alcun finanziamento. Non confesserò mai qualcosa che non ho fatto”, ha dichiarato Sarkozy. “Ho risposto scrupolosamente a tutte le convocazioni. Non avrei mai immaginato di conoscere la prigione a 70 anni. Questa prova mi è stata imposta, l’ho vissuta. È dura, è molto dura”, ha proseguito. E ancora: “Amo il mio Paese, la mia famiglia è in Francia, mi batto affinché la verità trionfi“. Sarkozy ha anche “reso omaggio” al personale penitenziario, dicendo che “ha dato prova di eccezionale umanità, rendendo sopportabile questo incubo”.