La Procura generale della Corte d'appello di Parigi ha chiesto il rilascio di Nicolas Sarkozy, in carcere dal 21 ottobre, sotto controllo giudiziario, con l'interdizione dei contatti con imputati e testimoni del caso per il quale è stato arrestato. «I rischi di collusione fraudolenta e di pressioni sui testimoni giustificano la richiesta di controllo giudiziario», ha dichiarato il procuratore generale Damien Brunet nel corso dell'udienza per la richiesta di scarcerazione, chiedendo tuttavia che «sia accolta la richiesta di Nicolas Sarkozy» di essere rilasciato.

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La giustizia francese si esprimerà oggi alle 13:30 sulla richiesta di libertà vigilata dell'ex presidente, attualmente detenuto nel carcere parigino di La Santé per il caso dei presunti finanziamenti libici alla sua campagna presidenziale del 2007.

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La prigione è «molto dura» e «estenuante», ha detto Sarkozy durante l'udienza della Corte d'appello che sta decidendo della richiesta di scarcerazione. «Voglio che ci si convinca di una cosa: non ho mai avuto l'idea folle di chiedere al signor Gheddafi qualsiasi finanziamento. Mai riconoscerò qualcosa che non ho commesso»: ha detto l’ex presidente. «Ho risposto scrupolosamente a tutte le convocazioni. Non avrei potuto immaginare di raggiungere i 70 anni per conoscere il carcere. Questa prova mi è stata imposta: l'ho vissuta». E ancora: «È estenuante, un incubo».