La popolazione invecchia, gli anziani hanno bisogno di sempre maggiori cure e il sistema rischia di non reggere, soprattutto in una regione come il Piemonte in cui l’età media è tra le più alte a livello nazionale (47,9 anni) con oltre un cittadino su quattro over 65. È questo il contesto nel quale la Regione deve far fronte a quell’esercito un po’ acciaccato ma in continua espansione di persone non autosufficienti che necessitano di cure e assistenza.
Oltre 170 mila anziani sulle spalle delle famiglie Secondo una stima riportata dalla ricerca dell’Università Bocconi, commissionata proprio dal Grattacielo, sono circa 256.900 i piemontesi con più di 65 anni in condizioni di non autosufficienza. La rete dei servizi, però, riesce a raggiungere solo una parte di essi. Il 60 per cento è interamente o quasi sulle spalle delle famiglie che ottemperano attraverso risorse proprie o di assicurazioni private. In termini assoluti significa che resta una quota molto ampia, di oltre 170 mila persone, che non rientra in nessuna forma di presa in carico pubblica. Uomini e donne anziani la cui assistenza quotidiana grava sui familiari, spesso senza sostegni economici.
Le misure di assistenza Le strutture per anziani (Rsa) riescono a coprire circa il 12% della popolazione non autosufficiente: un dato che colloca il Piemonte in una fascia intermedia tra le realtà italiane, ma ancora lontano dalle performance di Lombardia e Veneto, che garantiscono una copertura decisamente più ampia. Situazione ancora più critica per l’assistenza domiciliare: la presa in carico attraverso l’Assistenza domiciliare integrata (Adi) riguarda appena il 23 per cento degli anziani non autosufficienti, contro il 53 per cento della Toscana, il 46,6 del Veneto e il 40 dell’Emilia-Romagna. L’indennità di accompagnamento resta lo strumento più diffuso, raggiungendo il 35,4% degli over 65 non autosufficienti. 24 mila anziani in lista d’attesa Dati in buona parte ridimensionati dall’assessorato al Welfare che sottolinea come ogni anno su questo capitolo vengano investiti più di 400 milioni di euro. Tuttavia, secondo i dati contenuti nel nuovo piano socio-sanitario, in Piemonte ci sono ben 23.876 anziani in lista d’attesa. Di questi, 9.347 aspettano un ricovero in struttura residenziale (Rsa), mentre altri 14.529 attendono un aiuto per l’assistenza domiciliare. A loro vanno aggiunti altri 23 mila circa, sempre secondo le stime regionali, che sono in attesa di un responso da parte dell’Unità di valutazione geriatrica, una sorta di commissione che deve certificare la non autosufficienza del paziente e indicare la gravità della sua condizione attraverso un punteggio. Tempi lunghi, non sempre compatibili con le condizioni cliniche di persone anziane affette da patologie generative come l’Alzheimer. In soldoni abbiamo quasi 50 mila persone anziane che richiedono un aiuto perché non più in grado di vivere in modo autonomo e per le quali la Regione non riesce a intervenire: per mancanza di fondi, per assenza di personale, per un’organizzazione fin troppo farraginosa.







