L'occasione offerta dalla sconfitta del Napoli e dal pareggio del Milan era talmente invitante che l'Inter ha lasciato passare pochissimi minuti per concretizzare la riconquista della vetta della classifica, in coabitazione con la Roma, l'altra protagonista della lotta scudetto capace di ottenere il massimo da questo fine settimana.

Merito di Lautaro che ha sorpreso subito Provedel con una conclusione improvvisa, un mezzo esterno che si è infilato all'incrocio dei pali opposto. Per l'argentino è stato il ritorno al gol in campionato dopo oltre un mese di digiuno (ultimo centro in Inter-Cremonese del 4 ottobre). Un avvio tutt'altro che scontato perché la Lazio non subiva gol da quattro giornate ed era imbattuta da sei. Ma i nerazzurri hanno addentato in modo famelico la chance di vestirsi da capolista prima della pausa per le Nazionali. La squadra di Sarri ha provato a reagire solo con qualche azione interessante di Zaccagni, unico in grado di inventare qualcosa nell'attacco biancoceleste. Troppo poco per frenare la determinazione dei nerazzurri che potrebbero raddoppiare nel secondo tempo, se Lautaro non calciasse altissimo da ottima posizione.

Ci pensa Bonny a mettere in sicurezza il risultato con un tocco comodissimo, favorito dal solito cross rasoterra di pura classe confezionato da Dimarco. Il terzino sinistro è talmente compiaciuto della sua creazione da inscenare la sua classica esultanza dopo i gol, come se avesse segnato con questo assist. Sarri inserisce lo spauracchio Pedro, decisivo a maggio nel togliere lo scudetto all'Inter con la doppietta nel beffardo 2-2 della penultima giornata. Questa volta lo spagnolo non spaventa San Siro, ma aumenta comunque il tasso di pericolosità della Lazio. Gila colpisce il palo. E Pellegrini viene fermato solo da un ottimo intervento di Sommer. La voglia dell'Inter di tenersi stretto il primato è troppo forte. Con una motivazione supplementare: la prima difesa dello status di capolista, alla ripresa del campionato, sarà affidata al derby, con il Milan ora a -2.