Si interrompe a San Siro la striscia positiva della Lazio. Dopo sei partite e dodici punti arriva il ko contro l’Inter che si riprende il primo posto della classifica e vendica il pari dell’anno scorso che era costato lo scudetto. Tutto nella norma, decidono Lautaro e Bonny, nel mezzo anche qualche iniziativa di Zaccagni che ha provato a cambiare il corso di una sfida molto complicata. Un passo indietro dei biancocelesti più per il risultato che per la prestazione che è stata comunque dignitosa
Chivu si affida a Bonny e tiene inizialmente Thuram in panchina, L’altra novità è il rientro dell’ex Acerbi. Sarri deve fare a meno di tanti giocatori, ma almeno recupera Romagnoli che viene rischiato nonostante il problema muscolare accusato durante la sfida di lunedì sera contro il Cagliari. Non ci sono Tavares, Rovella, Cancellieri, Castellanos più i due furoi rosa Gigot e Dele-Bashiru, anche loro infortunate. Scelte obbligate per il tecnico toscano che conferma Dia al centro dell’attacco, con Isaksen e Zaccagni ai suoi lati. Solito gemellaggio prima della partita tra le due tifoserie, sono quattromila i laziali presenti a San Siro, stracolmo come sempre.
Passano appena tre minuti e Isaksen perde un pallone sanguinoso, Bastoni imbecca Lautaro che fa secco Provedel con un diagonale chirurgico: 1-0, partenza choc e l’argentino che ritrova il gol dopo quattro partite di campionato a digiuno mentre Provedel perde la sua imbattibilità che durava da 399 minuti. Botta tremenda per la creatura di<ET>Sarri che prova a reagire e si appoggia su Zaccagni. Il capitano calcia alto dopo un’azione insistita che meritava maggior fortuna. Tant’è la Lazio ha il merito di non subire troppo, rischia solo su una ripartenza di Sucic, per il resto tiene bene il campo con l’arbitro Manganiello che ammonisce Akanji e lo stesso centrocampista croato ma lascia impuniti Dumfries e soprattutto Lautaro, autore di almeno tre interventi fallosi.







