“Rispettiamo la decisione del Tar, ma riteniamo questa sentenza una sconfitta non solo per il mare di Napoli ma di quello che bagna l'intero Paese”. Così Maurizio Simeone, biologo marino e direttore del Parco sommerso della Gaiola, commenta la decisione del Tribunale amministrativo di rigettare l’istanza di Marevivo e Greenpeace contro il completamento del nuovo collettore a Coroglio per le acque nere.
La notizia ha sollevato diverse critiche, soprattutto alla luce delle numerose obiezioni ai lavori, avanzate non solo dalle due associazioni, ma anche da scienziati e addetti ai lavori, che avevano bocciato il progetto.
“Ci sono, a nostro avviso – riprende Simeone - delle lacune importanti proprio sul fronte dei dati di riferimento e delle conoscenze scientifiche del contesto territoriale sia dal punto di vista biologico naturalistico che oceanologico ed idrologico”. Il direttore del parco ricorda che “la maggior parte dei dati ambientali alla base dello studio di incidenza non si basano su rilievi su campo, ma su dati di letteratura e modelli matematici previsionali, peraltro non validati dall’acquisizione di dati reali sul campo”.
“In una situazione del genere e considerata la posta in gioco, che è la perdita di un patrimonio ambientale, culturale e sociale unico al mondo, si dovrebbe applicare il Principio di Precauzione, contenuto nell’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (UE), che è alla base della salvaguardia dei siti Natura 2000, e cercare finalmente adeguate soluzioni alternative”.






