"Non ci arrenderemo” dice Rosalba Giugni, la presidente di Marevivo. Ma certo, l’amarezza non manca. Dopo 35 anni di battaglie, infatti, arriva una sentenza del Tar che le vanifica. Riguarda il golfo di Napoli, e in particolare l’Area Marina Protetta “Parco Sommerso di Gaiola”: Marevivo e Greenpeace erano ricorsi contro il progetto di potenziamento delle reti idriche e fognarie nell’area di Posillipo- Bagnoli, ma la sentenza ha verificato la correttezza delle procedure amministrative e ha dato il via libera ai lavori. «Senza prendere in considerazione le ricadute dal punto di vista scientifico e di tutela della biodiversità», dicono gli ambientalisti.

"Vince la burocrazia, ma perde il mare e chi lo difende”.

Il progetto è quello delle “Infrastrutture, Reti idriche, Trasportistiche ed Energetiche, dell’area del sito di interesse nazionale di Bagnoli Coroglio” presentato da Invitalia. Il TAR ha dato il benestare all’opera, compreso il rifacimento del collettore “Arena Sant’Antonio”, che scaricherà – dicono ancora gli ambientalisti – in prossimità dell’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola, una zona tutelata da norme di protezione nazionali ed europee, come la Rete Natura 2000.

Per Marevivo, Greenpeace Italia e Delegazione Marevivo Campania, la sentenza del Tar «ignora totalmente le attuali ricadute sulla biodiversità marina e non spiega con esattezza come le nuove modifiche impatteranno meno sugli habitat di Posidonia e coralligeno presenti nell’area. Habitat che dovrebbero essere integralmente protetti».