Meno di tre giorni per recuperare il fiato, nessuno per cambiare. Perché la sfida di questa sera (ore 18) contro l'Udinese non è solo un passaggio di calendario, ma un banco di conferma.Gasperini sceglie di non toccare nulla e conferma in toto la Roma che ha vinto a Glasgow. È il modo più chiaro di dirlo: quando qualcosa funziona, si rilancia, non si ferma. In una sfida che pesa anche in classifica, per tenere il passo del Napoli e restare agganciati al treno delle prime.L'allenatore non dovrebbe cambiare l'impianto tattico che ha funzionato in Europa: un 3-4-1-2 fluido, con Cristante nel ruolo di trequartista alle spalle di Soulé e Dovbyk. L'ucraino è chiamato a dare continuità dopo la buona prova contro i Rangers, esaltata anche da Pellegrini: «Ha fatto un'ottima partita, ha iniziato a fare quei movimenti di cui abbiamo bisogno».Sponde, assist e aiuti. Serve ora la risposta più attesa, quella dei gol.Dietro, la linea difensiva sarà la stessa di Glasgow: Mancini, Ndicka e Hermoso, quest'ultimo ormai pienamente dentro il sistema e titolare aggiunto nelle gerarchie di Gasp. Sulle corsie torna dal primo minuto Wesley a sinistra, con Celik confermato a destra.In mezzo maglia da titolare per Koné, al fianco di El Aynaoui. Il marocchino, dopo i primi mesi di adattamento, sta diventando un riferimento costante in fase di non possesso e nella costruzione bassa. Pedina fondamentale per innalzare Cristante più vicino alla porta.Nonostante questo, resta aperto il ballottaggio con Pellegrini, bomber di coppa giovedì scorso e pronto a ripetersi anche contro l'Udinese.Solo questa mattina l'allenatore giallorosso sceglierà a chi consegnare la maglia da titolare. Ma il filo che unisce la Roma vista a Ibrox e quella che tornerà all'Olimpico questa sera è la fiducia. L'idea che non servano rivoluzioni, ma continuità. E il tempo per riposare «è durante la notte, a casa», come spiegato ironicamente da Gasp.Non convocato Evan Ferguson, ancora alle prese con il fastidio alla caviglia rimediato contro il Parma. Una scelta di buon senso, che dovrebbe convincere anche la nazionale irlandese a rinunciare alla convocazione - formalizzata nei giorni scorsi - per consentire all'attaccante di restare a Trigoria e completare il recupero. Diplomazie al lavoro per evitare un viaggio inutile e, soprattutto, rischioso.