Le due facce della sinistra italiana ospiti a Otto e mezzo su La7. Da Lilli Gruber c’è Andrea Scanzi, volto ringhioso del travaglismo che sulla vittoria di Zohran Mamdani, neo-sindaco di New York radicale, socialista e islamista, prova a rovesciare la frittata: «Sto notando una violenza tale nelle analisi e nelle reazioni della destra, sia americana sia in quelle di tutto il mondo, che io fossi nel nuovo sindaco di New York un briciolo di paura ce l'avrei - azzarda la penna del Fatto quotidiano -. Perché? Stanno utilizzando toni devastanti per cui ha vinto un musulmano e ha vinto nella città dell’11 settembre 2001. Come a dire che aver scelto un musulmano, 24 anni dopo le Torri Gemelle, significa aver abiurato ai valori dell'Occidente, ai diritti dell'Occidente. Lo ha detto Vannacci, ma anche esponenti di Fratelli d’Italia, l’ho sentito dire da Giubilei e tanti altri».

Insomma, sente odore di attentato: «In un momento del genere, tenendo conto anche di quello che è successo nel passato recente negli Stati Uniti, secondo me è una vittoria che verrà presa malissimo dai MAGA, da Trump, dai sionisti e bisogna monitorarla tanto questa cosa, perché a suo modo è rivoluzionaria e può avere delle ripercussioni anche pericolose secondo me». Scanzi dimentica che le più sanguinose azioni politiche finora hanno colpito proprio Trump e il giovane Charlie Kirk, voce nuova del conservatorismo Usa. Vabbè, son dettagli.