Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Javier Milei, economista, outsider e oggi presidente dell’Argentina, firma con Il cammino del libertario (Rubbettino) un libro che è insieme autobiografia, pamphlet e granata lanciata contro il conformismo progressista che domina il dibattito pubblico
Ci voleva un argentino con la chioma ribelle e la voce da predicatore per ricordarci una cosa che in Europa abbiamo dimenticato: la libertà non è un favore dello Stato, ma la sua più grande minaccia. Javier Milei, economista, outsider e oggi presidente dell’Argentina, firma con Il cammino del libertario (Rubbettino) un libro che è insieme autobiografia, pamphlet e granata lanciata contro il conformismo progressista che domina il dibattito pubblico.
Altro che politicamente corretto: Milei è il contrario vivente. Grida, provoca, demolisce, cita Mises e Hayek come fossero compagni di birra, e lo fa con la passione di chi crede davvero che il mercato sia l’unico strumento di emancipazione dell’uomo. Per lui lo Stato è una macchina vorace, un mostro fiscale che divora la ricchezza e soffoca il talento. «La tassazione è un furto legalizzato», scrive senza mezze misure. E capisci subito che non






