Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Un ricovero entro i 90 minuti dall'episodio e le giuste cure mediche e farmacologiche garantiscono il 90% di sopravvivenza
Negli ultimi decenni l'infarto fa sempre meno paura, sono sempre di più coloro i quali, anche se arrivano in ospedale con un attacco di cuore acuto e conclamato in atto, sopravvivono, le loro probabilità di farcela salgono al 90%, perché oggi la mortalità per infarto cardiaco si è più che dimezzata, mentre non è migliorata affatto la possibilità di salvarsi fuori dagli ospedali.
L'immediatezza delle procedure applicate nella gestione dei pazienti con diagnosi di infarto miocardico acuto, le cure farmacologiche appropriate e le tecniche di rivascolarizzazione eseguite tempestivamente, hanno di fatto ridotto ad oltre la metà il rischio di morte durante e dopo il ricovero, hanno abbassato al minimo le recidive e migliorato la qualità di vita di migliaia di infartuati in tutto il mondo. Gli interventi salvavita di angioplastica primaria nell'infarto acuto con impianto di costosi stent medicali per tenere dilatate le arterie coronarie sono diventati di routine ed hanno fatto scendere drasticamente non solo la mortalità ma anche le invalidità conseguenti.






