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La sciagura del secondo conflitto mondiale non risparmiò nemmeno l’All England Lawn Tennis Club. I campi verdi divennero pascoli per il bestiame, ma poi il tennis seppe risorgere dalle sue macerie

Corre l’anno 1940. Il 22 giugno la Francia firma la resa, e Parigi si piega al passo cadenzato della Wehrmacht. Hitler passeggia trionfante lungo gli Champs-Élysées, mentre in Europa cala un silenzio di ferro. Solo la Gran Bretagna resiste, sola come un’isola di vento e orgoglio. Da lì Winston Churchill parla alla nazione e promette che mai, mai, il popolo inglese si arrenderà. Intanto, nei cieli sopra Londra, i motori dei bombardieri tedeschi iniziano a rombare. È l’inizio della Battaglia d’Inghilterra.

L’11 ottobre 1940, una di quelle bombe cade a sud-ovest della capitale, a Wimbledon. Non è un obiettivo strategico, ma finisce per colpire il luogo più simbolico del tempo libero britannico: l’All England Lawn Tennis Club. Cinque ordigni sventrano il Centre Court, distruggendo oltre 1.200 posti a sedere. È come se un lampo avesse cancellato, in un istante, l’immagine di signore con cappellini bianchi e cavalieri con pantaloncini immacolati. Il tempio del tennis diventa un campo di rovine.