"Il lavoro deve essere una fonte di speranza e di vita, che permetta di esprimere la creatività dell'individuo e la sua capacità di fare del bene.
Pertanto, auspico un impegno collettivo, da parte delle istituzioni e della società civile, per creare valide opportunità occupazionali che offrano stabilità e dignità, assicurando soprattutto ai giovani di realizzare i propri sogni e contribuire al bene comune". E' l'appello che papa Leone ha levato da piazza San Pietro nel giorno del Giubileo del Lavoro.
Nel pomeriggio, riservatamente, Leone ha incontrato poi per tre ore 15 persone provenienti dal Belgio, vittime di abuso quando erano minori, da parte di membri del clero, in un clima, secondo quanto riferito dalla sala stampa vaticana, "di vicinanza con le vittime, di ascolto e dialogo, profondo e doloroso".
Per quanto riguarda il Giubileo del Lavoro, l'evento si sarebbe dovuto svolgere lo scorso 1- 4 maggio, ma fu annullato a causa della morte di papa Francesco. Le richieste per rimetterlo nel calendario sono state però tantissime e si è arrivati così ad oggi, quando circa 10mila pellegrini in rappresentanza di numerose sigle di associazioni e federazioni del lavoro, dopo l'udienza giubilare hanno varcato la Porta Santa.








