Bonus Giorgetti, prorogata la misura varata lo scorso anno dal Governo Meloni e finalizzata a favorire la permanenza dei lavoratori in azienda e contenere la pressione sul sistema previdenziale.

Ne parla l’art. 43 del testo in discussione al Parlamento (Misure in materia di adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento, alla variazione della speranza di vita e di incentivazione al posticipo del pensionamento)

Si tratta di un incentivo economico rivolto ai lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, che si applica a coloro che hanno già maturato i requisiti per la pensione anticipata, fissati a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Chi sceglie di restare al lavoro può presentare domanda all’Inps per ricevere in busta paga la parte dei contributi previdenziali a proprio carico, pari al 9,19% dello stipendio lordo per i lavoratori del settore privato e all’8,89% circa per quelli del pubblico impiego.

Questi contributi, quindi, non vengono più versati all’Inps ma si trasformano in un aumento netto dello stipendio mensile. La quota resta esentasse, poiché la legge prevede che non concorra alla formazione del reddito imponibile. Il datore di lavoro, invece, continuerà a versare la propria parte contributiva (pari al 23,81%) regolarmente all’Inps. Il vantaggio è evidente: i lavoratori che decidono di rimanere in servizio, pur avendo diritto alla pensione anticipata, ottengono un incremento del proprio salario mensile senza alcuna tassazione aggiuntiva.