Il bonus Giorgetti per chi rinvia la pensione, introdotto nel 2023, viene prorogato fino al 2026. I lavoratori che maturano il diritto alla pensione anticipata ma scelgono di restare in servizio potranno ottenere in busta paga il rimborso del contributo previdenziale personale, pari al 9,19% della retribuzione lorda, completamente esentasse. Una misura pensata per incentivare la permanenza al lavoro e sostenere la produttività.

Il bonus Giorgetti, erede diretto del “Bonus Maroni” introdotto nel 2023, è una misura di incentivo al proseguimento dell’attività lavorativa per chi, pur avendo già maturato i requisiti per la pensione anticipata, decide di continuare a lavorare. In pratica, il lavoratore rinuncia alla quota di contributi previdenziali (pari circa al 9,19% della retribuzione lorda) che normalmente versa all’Inps. Questa somma viene erogata direttamente in busta paga, come importo netto e esentasse. Il bonus Giorgetti 2026 rappresenta un vantaggio immediato in busta paga per chi sceglie di restare al lavoro dopo aver maturato i requisiti per la pensione, ma comporta un leggero sacrificio sull’importo dell’assegno futuro.

Possono richiedere il bonus Giorgetti nel 2026 i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato che hanno raggiunto entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria prevista dalla Legge Fornero e che scelgono volontariamente di restare in servizio. I requisiti restano quelli già noti: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne. La novità del 2026 risiede nel fatto che la misura non dovrebbe più essere cumulabile con le forme di pensionamento “flessibili” (come Quota 103), la cui scadenza è fissata alla fine del 2025.