Il derby finisce senza gol e con un punto a testa. Il Toro se lo prende molto volentieri, questo punto, ringraziando e celebrando il portiere Paleari (protagonista in almeno 2-3 occasioni clamorose). Sesto risultato utile consecutivo per Baroni. La Juventus invece lo accoglie suo malgrado, imprecando contro alcune occasioni non capitalizzate da David, da McKennie… E rimuginando sul perché possesso palla estremo e trame di gioco fitte e avanzate (sin quasi all’area avversaria) non producano più tiri e più gol. E vittorie. Serviva una triplice zampata da zona Champions, invece è giunto un pareggio che per Spalletti sa di passo indietro.
Top e flop di Juve-Toro: Di Gregorio salva tutto, Paleari eroe del derby
NICOLA BALICE, GIANLUCA ODDENINO
E pensare che i padroni di casa erano partiti alla grande. Juventus aggressiva, baricentro alto. Vuole recuperare palla già con gli attaccanti (i soliti: Vlahovic, Yildiz, Conceiçao). Il Toro sta raccolto, pronto alle ripartenze con Simeone-Ngonge su cui Vlasic e compagni vanno a verticalizzare. O, quantomeno, andrebbero a farlo – in teoria – se non fossero piuttosto schiacciati e intenti a non prenderle, per primo. Il pallino del gioco ce l’hanno i padroni di casa. Il possesso palla tocca punte del 75 per cento, ma le occasioni pericolose non sono direttamente proporzionali alla mole di gioco. E infatti nella prima frazione i tiri in porta dei bianconeri restano a quota zero.






