FELTRE - Due tabaccherie gli rifiutano il pagamento via Pos per un ricarica del telefono e lo denuncia alla Guardia di Finanza. Un uomo di mezza età, che risiede nel Feltrino, al secondo rifiuto di poter pagare con la carta di credito non ci ha più visto. Oltretutto senza ricevere giustificazioni di spessore. «Volevo segnalare un disservizio che ormai ha preso piede nelle tabaccherie di Feltre - esordisce -. Gli esercenti non accettano i pagamenti con carta di credito, anche per importi consistenti (e parliamo di 50-100 euro). Inutile dire che il disagio recato è fastidioso e umiliante, si viene respinti anche a male parole ed è inutile chiedere spiegazioni, anche facendo notare che un atteggiamento che non è corretto, se non addirittura illegale».

L'uomo racconta che gli esercenti rimangono fermi sulla loro posizione, «anche se si invoca l'intervento della Guardia di Finanza. Anzi, sono loro stessi che ti invitano a rivolgersi alle forza dell'ordine. Ed è quello che ho fatto io, mi sono recato nella caserma di Feltre esponendo il mio problema e ho trovato subito disponibilità. Ho fatto la mia deposizione che è stata subito verbalizzata». Il denunciante, inoltre, aggiunge che ha voluto approfondire con un esercente il motivo di queste decisioni «ed è risultato uno scarso (a dir loro) guadagno nell'uso del Pos: ogni 10 euro un ricavo di 20 centesimi. Secondo me interrompere un servizio non porterà bene né a loro né agli utenti». Le variabili da considerare, in effetti, sono diverse. A influenzare in maniera particolare il costo è innanzitutto il contratto tra esercente e banca che fornisce il servizio. Tale contratto può prevedere delle commissioni percentuali su ogni transazione effettuata oppure un canone mensile fisso; in alcuni casi, alla commissione percentuale va aggiunta anche una parte fissa. In più, anche la tipologia di Pos scelto e le sue caratteristiche tecniche sono da valutare, considerando che esistono molti modelli sul mercato. Un tema caldo in Italia, tanto che si profilano novità in arrivo in tema di Pos. La Legge di Bilancio 2025 prevede che dal 1° gennaio 2026 il dispositivo associato ai pagamenti elettronici sia collegato al registratore di cassa. Una mossa contro il sommerso, che risponde alla necessità del Governo di favorire la tracciabilità delle spese e contrastare l'evasione fiscale. Sta di fatto che il Pos resta obbligatorio: per ogni transazione rifiutata si parla di una sanzione di 30 euro, più il 4% del valore della transazione stessa.