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Ultimo aggiornamento: 11:59
Aborti procurati, impianti di embrioni mai eseguiti, false attestazioni cliniche. In provincia di Ferrara un centro di procreazione medicalmente assistita è stato sospeso dall’Ausl per una serie di accuse che coinvolgono sei professionisti dell’ospedale del Delta di Lagosanto. Gli inquirenti stanno tutt’ora indagando, e hanno eseguito diverse perquisizioni e sequestri, con avvisi di garanzia. All’indagine si è aggiunta un’ispezione del centro nazionale trapianti. Le donne coinvolte e potenzialmente offese dai reati sono in totale 4. Gli indagati sono il responsabile dell’unità operativa, l’ex e l’attuale responsabile del laboratorio, la manager della qualità ed embriologa e due biotecnologi che hanno lavorato nella struttura fino a luglio.
Tra le ipotesi da verificare, formulate anche grazie a una segnalazione interna, ci sono false attestazioni cliniche per gli esami, impianti di embrioni mai eseguiti, e in un caso un procurato aborto. Secondo l’accusa, coordinata dalla pm Barbara Cavallo, nel marzo 2023 a una paziente è stato impiantato l’embrione di un’altra donna e poi è stata indotta ad abortire con l’inganno: le hanno fatto credere che l’impianto non fosse andato a buon fine perché l’embrione era rimasto nel catetere, e che il farmaco somministrato servisse per la “pulizia” dell’utero in vista di un nuovo tentativo. Il responsabile della Pma risulta indagato anche per aver attestato nell’aprile scorso e nel marzo 2023 l’avvenuto impianto di embrioni in due pazienti che invece non è mai stato effettuato, e per aver inserito nella cartella clinica di una paziente un’ecografia mai eseguita.






