L’eterna sfida, Tom il gatto prepara le sue trappole e Jerry il topo all’ultimo minuto riesce a svicolare. Un po’ come succede tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, un po’ alleati quando serve a Jerry, quasi amici per il resto del tempo. «Siamo progressisti indipendenti», sbottò l’ex presidente del Consiglio all’ennesima domanda sullo stato dei rapporti con il Nazareno. La tattica è sopraffina, quando lei rilancia una proposta che dovrebbe appassionare il campo largo, lui, zitto zitto la smonta. Premessa: da qualche giorno la segretaria dem ha scoperto di avere un parente stretto a New York, il nuovo sindaco Zohran Mamdani. Se lui può lanciare la sfida alla Casa Bianca, lei può fare altrettanto con Palazzo Chigi. E nel frattempo sull’onda dell’emulazione, tradurre le sue proposte. Quello che ha fatto giovedì: «Siamo a favore di una tassazione a livello europeo sulle persone che hanno milioni a disposizione, sui miliardari». Qui sorgono i problemi, perché l’astuto topo di via di Campo Marzio ha fatto passare qualche ora, e poi ha rimesso in movimento il suo naturale istinto predatorio. «La patrimoniale?», gli chiedono a bruciapelo in collegamento con l’Aria che tira, «L’ho valutata, lo confesso, anche da presidente del Consiglio, alla fine non è risolutiva. Questi grandi patrimoni super tassati non daranno grandi risorse da riutilizzare per l'emergenza che abbiamo oggi». In pratica un modo elegante per dire che è una fesseria. L’avvocato continua per la sua strada: «Perché buttiamo soldi in armi?».