VERONA - Respinta la richiesta di modifica della misura cautelare di Dino e Franco Ramponi, i due fratelli che, insieme alla sorella, sono accusati di aver causato l'esplosione che ha ucciso tre carabinieri e ferito altre 26 persone. Dal 17 ottobre, tre giorni dopo la strage di Castel d'Azzano, i fratelli Ramponi si trovano nel carcere di Montorio, Verona.
La sorella, Maria Luisa, che avrebbe materialmente innescato la miccia che ha provocato la deflagrazione che ha distrutto il casolare, è ancora ricoverata al Centro ustioni dell'azienda ospedaliera di Verona. Il Tribunale del Riesame ha condannato i fratelli Ramponi al pagamento delle spese processuali.
Sono Valerio Daprà, Davide Bernardello e Marco Piffari, i tre carabinieri che hanno perso la vita nell'esplosione nel casolare. Fatale è stato il crollo della casa dopo la deflagrazione che ha provocato il collasso della casa nel momento in cui i militari dell'Arma stavano salendo le scale dal piano terra al primo piano. Improvvisamente hanno sentito un sibilo, non immaginavano che quello fosse il rumore del gas che usciva dal rubinetto delle bombole. Maria Luisa Ramponi poi ha fatto il resto, con l'accendino e forse anche con le molotov.






