Sindacati del tutto divisi. Cgil, Cisl e Uil si preparano a portare la manovra in piazza ma separatamente, con ragioni diverse e modalità opposte. La Cgil la boccia e proclama il quarto sciopero di fila contro la legge di Bilancio del governo Meloni (e prima ancora del governo Draghi): venerdì 12 dicembre, questa volta anche senza la Uil con cui aveva condiviso quelle ultime proteste. E lo fa alla vigilia dell'iniziativa della Cisl, che pure si mobilita ma con una manifestazione di sabato, il 13 dicembre a Roma, per rilanciare il Patto della responsabilità. Anche la Uil non resta ferma e si appresta a lanciare una sua manifestazione, che sarà con ogni probabilità di sabato: lo deciderà martedì prossimo nella riunione dell'esecutivo confederale.
A separarli nettamente è il giudizio sulla manovra. Bocciata su tutti i fronti dalla Cgil di Maurizio Landini, che la bolla come "ingiusta, sbagliata" e senza le risposte necessarie - dai salari al fisco e alle pensioni - e che pertanto chiede di cambiare radicalmente. Per sostenere il rinnovo di tutti i contratti, defiscalizzati, un piano di assunzioni nei settori pubblici, investimenti in sanità e istruzione e non nelle armi, la restituzione del fiscal drag e il blocco dell'aumento dell'età pensionabile. Di qui il nuovo sciopero generale, con manifestazioni in tutta Italia.













