Un appello "corale e costante" per affrontare quella che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito "la tragedia delle dipendenze, delle vite distrutte, della perversa presenza della criminalità organizzata".
Dall'Auditorium della Tecnica, a Roma, dove si è aperta la VII Conferenza nazionale sulle dipendenze, il capo dello Stato ha invitato istituzioni e società a una mobilitazione comune: "Nessuno si troverà solo - ha detto - perché l'impegno per combattere la droga è un fronte di libertà". In platea, accanto a Mattarella, la premier Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il sottosegretario Alfredo Mantovano e numerosi ministri, amministratori locali e operatori del settore.
Una presenza istituzionale ampia, simbolo dell'urgenza condivisa di un fenomeno che cambia volto ma non intensità. "La realtà delle dipendenze è oggi più complessa che mai - ha detto Meloni -. Le vecchie dipendenze si sovrappongono e intrecciano a nuove, generando fragilità e problemi spesso sconosciuti in passato, e questa realtà richiede risposte coraggiose, concrete e lungimiranti". E in un videomessaggio inviato alla Conferenza, Papa Leone XIV ha messo in guardia dalle nuove forme di dipendenza "legate all'uso crescente di Internet, computer e smartphone", un fenomeno che "si associa non solo a chiari benefici ma a un uso eccessivo che spesso sfocia in dipendenze con conseguenze negative per la salute, come gioco compulsivo, scommesse, pornografia". "L'oggetto di dipendenza diventa ossessione - ha osservato - con comportamenti sintomo di disagio mentale o interiore". Il Pontefice ha parlato anche di "decadimento sociale di valori e riferimenti positivi", invitando genitori, scuole e comunità a "formare la coscienza, sviluppare la vita interiore e instaurare rapporti positivi". Ad aprire i lavori è stato Mantovano, richiamando la necessità di "conquistare sempre maggiori spazi di libertà dalle droghe e dalle dipendenze". "Non partiamo da zero - ha ricordato - ma da tre anni di lavoro comune".














