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Inaugurazione della VII Conferenza nazionale sulle dipendenze da parte del Presidente della Repubblica, che ricorda la "tragedia delle vite distrutte dalla droga, della perversa presenza e opera della criminalità organizzata"
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto a Roma la VII Conferenza nazionale sulle dipendenze. Il Capo dello Stato ha desiderato fin da subito per esprimere apertamente l'apprezzamento per la convocazione dell'evento e le modalità del suo svolgimento. "L'accurata e anche lunga preparazione ha consentito di raccogliere esperienze, riflessioni, opinioni, proposte, da riversare, poi, nei lavori di questi due giorni. Ha anche reso possibile l'importante e significativa ampiezza dei fronti inclusi nella strategia di contrasto alle dipendenze e di recupero di chi ne cade vittima".
Poi, l'analisi su quella che il sottosegretario Alfredo Mantovano aveva chiamato la "tragedia delle dipendenze". O, per meglio dire, il dramma "delle vite distrutte dalla droga, della perversa presenza e opera della criminalità organizzata" che richiede "un impegno consapevole, articolato, costantemente aggiornato, un impegno costante nella determinazione; richiede anche un impegno corale". Mattarella intende poi accostare lo slogan di questa Conferenza, "Insieme si può", con le parole che erano state espresse da Giorgia Meloni: "Nessuno si troverà solo su questo fronte". Questo è un "impegno di grande importanza, perché è un fronte di libertà. Ce lo ha ricordato, nel suo videomessaggio, Papa Leone XIV: affinché i giovani siano liberi e protagonisti, protagonisti della loro vita e del loro futuro".










