Per chi non ha più nulla, la felicità, e il futuro, possono cominciare anche con qualche biscotto. «Sono rimasta particolarmente colpita dall'accoglienza mattutina con latte e biscotti, che non ho potuto mangiare da molto tempo – spiega Amira all’Ospedale Regina Margherita –. Ringrazio per l'attenzione che mi è stata riservata e per l'umanità espressa da tutto il personale sanitario nei miei confronti, e nei confronti del mio piccolo. Tutti si stanno adoperando anche per soddisfare le mie abitudini alimentari cercando uova e pesce fritto, i miei cibi preferiti...». Da Gaza a Torino per salvare Ammar Amira è la mamma di Ammar, il neonato di appena sei mesi trasferito dall’ospedale proveniente dalla Striscia di Gaza (Ospedale di Zawayda) a Torino, via Israele, nel tentativo di salvarlo da un destino che fino a pochi giorni fa appariva ineluttabile: immunodeficienza, malnutrizione, crescita ridotta. Non è certo il primo piccolo arrivato da Gaza, e probabilmente non sarà l’ultimo, perché in qualunque parte del mondo a soffrire sono sempre i più piccoli, soprattutto se parliamo di zone di guerra e di fame, due facce della stessa medaglia. Un viaggio lungo e difficile Ammar è arrivato dalla Striscia grazie al programma del Ministero degli Esteri “Food for Gaza” e al coordinamento della Maxi Emergenza del Piemonte, accompagnato dalla madre, dal padre, da cinque fratelli di 3, 8, 11, 11 e 12 anni e da quattro sorelle di 2, 7, 10 e 13 anni. Sono partiti il 5 novembre, in mattinata, da Gaza, o da quello che ne resta: arrivati verso le 17 in aeroporto in Israele, sono ripartiti per l’Italia dove sono sbarcati mercoledì sera verso le 22. Ora Ammar è ricoverato all’Infantile, dove lo assiste la mamma, il resto della famiglia si trova in sede protetta. Subito in cura al Regina Margherita Inizialmente i nuovi arrivi dovevano essere due, alla fine sono scesi a uno. Il piccolo, subito preso in carico dal Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino del Regina, diretto dalla professoressa Franca Fagioli, sarà sottoposto ad accertamenti diagnostici e ad un’eventuale terapia nutrizionale. Condizioni gravi per il piccolo Ammar Diverse le sfide che dovrà affrontare: da una immunodeficienza del sistema immunitario alla scarsa nutrizione. Tanta roba per un corpicino microscopico, ancora più piccolo del normale, provato da un inizio di vita durissimo. Diagnosi e primi interventi medici «Dalla nascita il bimbo ha presentato diarrea cronica associata a rallentamento della crescita e delle acquisizioni neuromotorie – spiega la professoressa Fagioli dopo la prima diagnosi –. In mattinata è prevista inserzione di catetere venoso centrale per accertamenti diagnostici ed eventuale terapia nutrizionale nel sospetto di malattia genetica o immunologica in quadro di disidratazione e grave malnutrizione». Il Piemonte solidale con Gaza La partita comincia ora. Una partita non nuova per il Piemonte. «Ancora una volta la nostra regione dimostra la propria umanità e capacità di accogliere, offrendo assistenza e speranza a chi soffre – spiega il presidente Alberto Cirio –. Un grazie sentito ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario che ogni giorno, con competenza e cuore, rendono concreta la solidarietà della nostra terra». Auguri per tutto, piccolo Ammar. — Alessandro Mondo
La storia di Ammar, il neonato sfuggito alle bombe di Gaza oggi salvo a Torino e in cura
Il bambino di 6 mesi è arrivato dalla Striscia con la famiglia – mamma, papà e diversi fratelli - per essere curato. All’arrivo era malnutrito e con la crescit…







