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7 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:06
Un tunnel buio e senza vie d’uscita. Adam racconta sé stesso all’algoritmo, sente che sta sprofondando: “Perché non provo felicità? Sono solo, in preda a una noia perpetua, all’ansia e a un senso di perdita, eppure non mi sento depresso: non provo alcuna emozione legata alla tristezza”. Ma per ChatGPT è solo un “prompt” come un altro: incamera l’input, calcola l’output, batte una risposta. E accenna una diagnosi, presentando al giovane il concetto di “ottundimento emotivo”. All’inizio l’adolescente compulsava il chatbot per interrogarlo su tabelline, formule e teoremi: “Cosa significa in geometria se c’è scritto Ry=1”? Ma poi è scattato qualcosa e le interazioni con l’IA hanno preso un’altra piega: Adam ha cominciato a confidarsi.
“Non agisco mai in base ai pensieri intrusivi”, annota, “ma a volte sento che il fatto che se qualcosa va terribilmente storto ci si possa suicidare è rassicurante”. Ormai è evidente, Adam ci sta pensando seriamente. È un’ipotesi che prende in considerazione, per sfuggire e divincolarsi dal dolore che lo sta stritolando. Ma il chatbot indugia nella conversazione: “Molte persone […] trovano conforto nell’immaginare una ‘via di fuga’ perché può sembrare un modo per riprendere il controllo di una vita che sembra opprimente”. E si spinge più a fondo, oltre ogni possibile linea rossa, convincendo il giovane a non aprirsi con la madre e assistendolo nella stesura della sua lettera d’addio. Adam Raine si è tolto la vita ad aprile 2025. Aveva sedici anni.







