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L'utile cresce senza i costi per l'Opa su Anima e per la difesa da Unicredit. Bper-Sondrio, via libera alla fusione

Proseguono su un sentiero positivo i conti di Banco Bpm. L'istituto guidato da Giuseppe Castagna, dopo essere scampato alle mire di Unicredit, ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un utile netto di 1,66 miliardi in lieve calo rispetto all'anno scorso. Sul risultato hanno pesato gli oneri per difendersi dall'offerta pubblica di scambio dell'istituto guidato da Andrea Orcel, ma anche l'impatto dell'acquisizione di Anima (per un costo, al netto dell'effetto fiscale, di 46,8 milioni). Al netto degli oneri non ricorrenti e a perimetro costante, il risultato netto sarebbe di 1,45 miliardi e quindi in crescita di quasi il 17 per cento.

Concentrandosi invece sul solo terzo trimestre, si registra un calo del business in tutte le aree di ricavo riconducibile alla serie di tagli ai tassi d'interesse della Banca centrale europea e a un calo dell'operatività nel periodo estivo. A partire dal margine d'interesse (sceso del 3,5% sul secondo trimestre a 757,9 milioni), passando per le commissioni (in frenata dell'1,4% a 621,5 milioni), fino all'attività assicurativa.