Conferma e riduce di mezzo punto un’altra rilevazione della Dire-Tecné: Fico dal 49 al 53%, Cirielli dal 42,5 al 46,5%. Un distacco di 6,5 punti. Quanto basta per diffondere il terrore, che arriva fino ai quartieri generali del campo largo a Roma. I focolai di tensione attraversano entrambi i partiti. Il Pd ne ha ben due: l’area che ha mal digerito il trattamento inferto al presidente uscente e, al suo opposto, coloro che hanno contestato le mediazioni delle ultime settimane. La situazione non è più rosea a casa dell’ex premier: una sconfitta di Fico (o anche una vittoria stentata) suonerebbe come un riconoscimento delle ragioni di chi lamenta un rapporto troppo stretto con il Pd. Naturalmente il centrodestra inizia a sperare in un anticipo del miracolo di San Gennaro. Dice il vicesegretario di Forza Italia Stefano Benigni: «Fico non rappresenta il cambiamento ma l’immobilismo, il disfattismo e il giustizialismo dei Cinque Stelle». Contemporaneamente cresce l’onda dei candidati «impresentabili» ospitati da tutti i partiti di sinistra: sarebbero sedici. Con alcuni casi eclatanti, a partire da quello che riguarda Enzo Del Prete, ex sindaco di Frattamaggiore e padre dell’attuale primo cittadino. Il Comune fu sciolto per mafia nel 2002, proprio quando alla guida c’era l’attuale candidato nella lista "A testa alta", che colleziona altre sei situazioni "grigie", tra cui Luca Cascone, plenipotenziario del governatore uscente, alle prese con un’indagine per turbativa d’asta. Stessa lista altro caso, quello del presidente uscente del consiglio regionale, Gennaro Oliviero. Originario di Sessa Aurunca, all’epoca esponente del Pd, fu al centro del caso tessere gonfiate e sospeso dal partito, che non glifece rinnovare l’adesione. Altra situazione per Rossella Casillo, moglie di Pietro Scotti, nipote di Pasquale Scotti, il boss della Nuova Camorra Organizzata che tutti chiamavano Pasqualino o’ collier.