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Persino il detrattore più incallito al ddl Nordio si è sempre espresso favorevole al nuovo meccanismo di scelta del Consiglio Superiore della Magistratura

Se lo dice anche uno contrarissimo alla riforma costituzionale della giustizia, allora c'è da fidarsi. Nicola Gratteri, ferocemente contrario al ddl Nordio e che ha appena ufficialmente cominciato la sua personale battaglia per il No al referendum confermativo, apprezza infatti in pieno un pezzo molto importante del provvedimento, come quello riguardante il sorteggio dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura. Un elemento che lo fa decisamente porre in contrasto con almeno il 99% dei membri dell'Anm, da sempre invece avversa al nuovo meccanismo previsto dalla riforma che, nella primavera del 2026, verrà sottoposta al giudizio dei cittadini italiani.

Del resto il procuratore di Napoli non può (e non potrà mai) smentire la propria posizione sul sorteggio. Lo sosteneva già nel 2021, ospite di "Otto e Mezzo", in un video che è recentemente ritornato in auge per mano della Fondazione Einaudi, il centro di ricerca che promuove la conoscenza e la diffusione del pensiero politico Liberale costituita nel 1962 da Giovanni Malagodi. "Io ricordo di avere detto anche in sedi istituzionali, nel 2014, che la madre di tutte le riforme dovesse essere la riforma del Csm. E bisognava partire da lì. Io penso che l'unica via d'uscita sia il sorteggio, perché è l'unico modo per dare meno poteri alle correnti", dichiarava Gratteri ospite della Gruber e sollecitato, in questo ragionamento, da Paolo Mieli là presente.