Una mossa che ha di fatto 'sterilizzato' l'indagine della Procura di Milano, impedita a contestare reati contro la pubblica amministrazione, portando nei mesi successivi il Tribunale del riesame ha riqualificare temporaneamente l'ipotesi di reato in corruzione fra privati, per il quale non sono utilizzabili le intercettazioni. I pm lo scorso aprile avevano chiesto, in polemica, di archiviare le accuse (richiesta respinta) o in alternativa di sollevare la questione di legittimità costituzionale accolta dalla gip. Per la giudice si tratta infatti di una norma "in violazione" della direttiva Ue 2014/24 in materia di appalti pubblici e della convenzione Onu di Merida contro la corruzione, ratificata dall'Italia nel 2009, che ha creato una "irragionevole zona franca per i dipendenti" della Fondazione i quali "a dispetto degli interessi pubblici" chiamati a gestire e del "paracadute economico" sulle Olimpiadi invernali dovuto alle "garanzie pubbliche" finanziarie di Stato, Regioni ed enti locali "godono di una sostanziale 'immunità'", si legge nelle 53 pagine di ordinanza. Si tratta di una legge che è stata "dettata ad hoc per Fondazione" e che è "costituzionalmente illegittima" perché violando i "vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario", dagli "obblighi internazionali" e creando un regime differente a quello a cui sottostanno i lavoratori di "qualsiasi altra amministrazione pubblica centrale e sub-centrale" si pone in contrasto con gli articoli 3, 11 e 117 della Costituzione.
Milano-Cortina: gip manda atti a Consulta
Non una decisione sull'indagine ma sulla possibilità stessa di indagare sugli appalti delle olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. &Eg...











