La gip di Milano, Patrizia Nobile, ha respinto la richiesta di archiviazione della procura nell’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta sugli appalti e le gare del settore “digital” della Fondazione Milano-Cortina. Ma ha fissato per il 17 luglio l’udienza per discutere sulla trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale, come chiesto sempre dai pm Francesco Cajani e Alessandro Gobbis con l’aggiunta Tiziana Siciliano per vagliare la legittimità della legge “Salva Olimpiadi” che definì la natura privata della stessa Fondazione. Un decreto che fece il governo, trasformando la fondazione in un ente di diritto privato (quando per i pm è invece pubblico), che per i magistrati è stata “un’indebita ingerenza” con “ripercussioni dirette sull’attività investigativa”. Cioè ha ostacolato le indagini.
In quell’udienza i pm e le difese degli indagati - l’ex ad Vincenzo Novari, l’ex capo del digital Massimiliano Zuco, l’imprenditore Luca Tomassini, due manager di Deloitte e altri due dell’ente organizzatore dei giochi olimpici - discuteranno le rispettive argomentazioni sulla natura pubblica o privata della Fondazione e la necessità o meno di coinvolgere la Consulta.
I magistrati milanesi sono convinti di aver raccolto prove a sufficienza per contestare (almeno) il reato di turbativa d’asta agli indagati, ma il decreto del governo, togliendo la natura pubblica alla fondazione e quindi agli indagati, ha sostanzialmente eliminato la base giuridica per poter procedere a contestare reati contro la pubblica amministrazione. La Procura intende valorizzare anche l’ultimo provvedimento legislativo licenziato dal Consiglio dei ministri con il decreto Sport numero 132 del 20 giugno che ha modificato la governance della Fondazione, introducendo la figura del Commissario straordinario per la Paralimpiadi, e stanziato oltre 328 milioni di euro di risorse statali. Soldi che dimostrerebbero la natura pubblica dell’ente. La gip potrebbe anche percorrere una terza strada: ritenere fondate le accuse originare e quindi il profilo pubblico della Fondazione e ordinare l’imputazione coatta degli indagati.






