TREVISO - Stop ai bus a chiamata di Mom a Treviso e Vittorio Veneto: nel primo caso la sperimentazione si chiuderà il 31 dicembre, nel secondo già dal 30 novembre. Poi si tornerà alle corse tradizionali. Resta in piedi solo la linea su prenotazione di Villorba. Ora, però, per il bus a chiamata si fa avanti Castelfranco. «Come sindaco - apre Stefano Marcon, primo cittadino e presidente della Provincia, ente che controlla la maggioranza relativa di Mom - do la disponibilità a sperimentare il servizio a Castelfranco e nei comuni limitrofi». Sarebbe un salto in avanti: Castelfranco non ha un vero e proprio servizio urbano. E Marcon, come Giacomo Colladon, presidente della società dei bus, ha sempre difeso la bontà della scelta di provare ad avviare il servizio a chiamata. «Una sperimentazione - precisa Marcon - a Villorba funziona. A Treviso meno. E a Vittorio Veneto mi sembrava che, pur con alcune difficoltà, stesse dando qualche risultato positivo».
Parole che si aggiungono a quelle pronunciate alla presentazione dell'ultimo bilancio di Mom: «C'erano linee che contavano in media 1 o 2 passeggeri. Non è complicato capire che si tratta di uno spreco. Quindi mettere a disposizione un servizio a chiamata, che passa a prendere anche una sola persona, lo ricordo, consente di risparmiare, ottimizzare e dare un servizio puntuale». Fatto sta che nella riunione di giovedì tra Mom e i sindacati è stato confermato lo stop sia a Treviso e Carbonera che a Vittorio Veneto. Ci si riproverà? A quanto pare non nell'immediato. Autoguidovie, la società privata di Milano che ha acquisito il 30% di Mom, gestisce già servizi di bus a chiamata sia a Crema che a Pavia. Ma qui le cose sono andate diversamente.






