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Ultimo aggiornamento: 13:42
Raid aerei nel Libano meridionale tra i villaggi di Toura e Aabbasiyyeh, nel distretto di Tiro. A segnalarlo sono stati i media satatali libanesi e le stesse Idf che confermano di aver preso di mira “un’infrastruttura” gestita dal gruppo sciita Hezbollah. In particolare, è stata colpita una unità che si occupava di produrre equipaggiamenti per “riattivare strutture terroristiche”. Per l’Idf, questa azione costituisce una violazione del cessate il fuoco. Con Gaza che attraversa una fase di incertezza, è il fronte con il Libano a preoccupare nuovamente. Ad un anno dalla tregua del novembre 2024, la situazione tra la milizia sciita sostenuta dall’Iran e lo Stato ebraico resta molto tesa. Secondo i termini del cessate il fuoco, Hezbollah avrebbe dovuto lasciare il Libano meridionale ed essere sostituito da forze armate libanesi.
Alma Research and Education Center, organizzazione non-profit che si occupa della crisi al confine nord di Israele con il Paese dei Cedri, segnala che alla data del 26 ottobre Israele ha condotto circa 600 attacchi su strutture di Hezbollah; in particolare, l’Idf si è concentrata su tre punti: a sud del fiume Litani, sulle basi dell’Unità Badr e sulla Valle della Bekaa. Si tratta di zone dove – secondo il comando israeliano – i miliziani sono molto attivi. A confermare che lo Stato ebraico sta prendendo in considerazione una ripresa delle ostilità con la milizia sciita, perchè ritiene che quest’ultima non stia mantenendo gli impegni presi. è il media israeliano Channel 12: questo pomeriggio si riunirà il Gabinetto di sicurezza per esaminare la questione, in coordinamento con gli Stati Uniti.







